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NO ALLA CENSURA DEI CARTONI ANIMATI !

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Ma poi accadde qualcosa che cambiò le carte in tavola... si sollevò contro il cartone animato giapponese, incarnato in quegli anni da "Goldrake" (ah, gia'... dimenticavo di dire che siamo nel 1979, e probabilmente molti di quelli che stanno leggendo non erano nemmeno nati...), un vero e proprio movimento popolare, guidato da una marasma di genitori benpensanti preoccupati, che arrivarono a incatenarsi davanti ai cancelli di Viale Mazzini per impedire a mamma Rai di trasmettere quello "scempio" di cartone animato, definito in una interrogazione parlamentare addirittura come un «orgia della violenza annientatrice» da Silverio Corvisieri, parlamentare e già membro della commissione di indirizzo e vigilanza della Rai dell'epoca.
Francamente non sappiamo dove l'on. Corvisieri vide "orge" nel cartone... se ce ne fossero state il cartone non sarebbe stato sicuramente trasmesso, né tantomeno dove vide la "violenza annientatrice" (idem come sopra), sta di fatto che all'epoca, ovviamente, coloro che si appassionavano alle avventure di Atlas Ufo Robot & company erano tutti bambini o poco più e non avevano certo la possibilità di esprimersi che hanno oggi (internet era un sogno nella mente del suo creatore...), per cui questo movimento di piazza di genitori e "adulti" ebbe come conseguenza il bando dalle emittenti di stato dei cartoni animati giapponesi, con la sola eccezione di cose come "Anna dai capelli rossi" e "Heidi", ma comprendendo anche "Remì", accusato di violenza psicologica sui bambini...
Fortunatamente all'inizio degli anni '80 nascevano le TV commerciali (non si parla ancora dell'odierna mediaset, che pure nasce in quegli anni) che, trovando negli anime giapponesi un prodotto a basso costo e parecchio seguito, ne infarcirono il palinsesto, prestando non troppa attenzione a cosa si comprava e trasmettendone indiscriminatamente a tutte le ore (e grazie a quegli anni di caos televisivo noi possiamo vederci il violentissimo "Uomo Tigre" ancora oggi). E' in questo periodo ('70-'80) che nasce in Italia il mito dei cartoni animati come prodotto per bambini: in effetti gli adulti di allora erano in gran parte cresciuti senza TV, e non ne sentivano ancora l'attrazione, per cui la maggior parte di coloro che guardava i programmi televisivi al pomeriggio (e quindi i cartoni animati) erano proprio bambini o ragazzini, il che fece identificare l'intero mondo "cartoon" come dedicato ai piu' piccoli.

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